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mercoledì 16 agosto 2017

Vaccinazioni: lo Stato tutela i bambini meno dei soldati.

17 : commenti
Cosa centra l'uranio impoverito con i vaccini?

Nulla naturalmente, salvo che anche di somministrazione dei vaccini si è occupata la Commissione parlamentare di inchiesta sull'Uranio impoverito. Mi riferisco alla seconda relazione intermedia del 19/07/2017 "sull'attività di inchiesta in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze Armate: criticità e proposte".

La relazione della Commissione mostra con chiarezza quali imperdonabili leggerezze ed errori siano stati commessi dalle Forze Armate in merito alla salute dei nostri militari, sia nei teatri d'azione esteri (per esempio con l'esposizione a fonti radioattive di origine bellica), sia sul suolo nazionale (per esempio in operazioni di brillamento di materiale bellico obsoleto con gravi contaminazioni ambientali).

Ma a latere la relazione si occupa anche delle problematiche emerse nella somministrazione dei vaccini ai militari; si legga il seguente stralcio della relazione reperibile integralmente a questo link dell'Osservatorio Militare.
(da pag. 18 a pag. 22)
...durante l’attività d’indagine si sono riscontrate alcune criticità in tema di profilassi vaccinale.

Per quanto riguarda l’approvvigionamento dei vaccini da parte della difesa, risulta che esse siano gli stessi in uso alla sanità pubblica, autorizzati dall’Agenzia italiana del farmaco (AIFA). Esiste tuttavia la possibilità, normativamente riconosciuta (direttiva IGESAN, 2008, pag. 29), “in condizioni di eventuale emergenza sanitaria a carattere nazionale e internazionale”, di usare “presìdi profilattici non registrati, ma idonei e di provata sicurezza ed efficacia sotto diretta responsabilità del Direttore generale della Sanità militare”. Sul punto, il Gen. TOMAO nella audizione del 10 maggio 2017, ha chiarito che si è usata questa possibilità in tempi non recenti, dichiarando che: “solo in alcuni casi teniamo delle scorte, e per quanto riguarda i vaccini di questo tipo sono tenuti non dalla difesa, ma da altri enti che sono ritenuti opportuni del Ministero della salute. Quella specifica quindi era riferita proprio al vaiolo”. Ad ogni buon conto ha affermato anche che questa possibilità è in corso di definitiva abrogazione. 
Per quanto concerne le modalità di somministrazione dei vaccini, le Linee Guida del 2008 prevedono l’obbligo di una corretta anamnesi prevaccinale.
Il Gen. TOMAO, nella sua audizione del 10 maggio 2017, ha ribadito la corretta applicazione di tali Linee Guida ferma restando la responsabilità dei singoli medici vaccinatori.
La Commissione rileva come sia opportuno che gli automatismi nelle somministrazioni vengano associati a sorveglianza e controllo post-vaccinale, tanto più efficaci se condotti da organismi connotati da caratteristiche di indipendenza e terzietà, come più volte auspicato da questa Commissione.
D’altro canto, venendo a chi opera in concreto nella somministrazione dei vaccini ai militari, è il caso di ricordare che il Gen. Vito FERRARA, Capo della direzione di sanità dell’Arma dei Carabinieri, sentito dalla Commissione, ha affermato l’importanza del titolo anticorpale, definito “fondamentale” (Cfr audizione del 15.02.2017 pag. 14/20), e ha precisato che esso viene effettuato per tutti gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri al fine di accertare se nel tempo si sia mantenuta o meno la memoria dei vaccini precedentemente somministrati.
La Commissione ha esaminato una serie di casi specifici di militari che hanno riportato patologie anche gravi e in taluni casi sono deceduti, in relazione alle modalità delle somministrazioni delle vaccinazioni. In particolare si è registrato, il caso del Caporale Maggiore F.R., mai andato in missione fuori dal territorio nazionale, vaccinato sebbene già affetto da malattia oncologica (linfoma di hogkin) non rilevata per mancanza di esami pre-vaccinali, e pertanto in stato di grave immunosoppressione e successivamente deceduto; il caso del soldato semplice D. G., congedato dopo poco più di sei mesi dall’arruolamento, avvenuto l’8 febbraio 2007, a seguito di grave astenia e deperimento fisico iniziati il giorno stesso della vaccinazione multipla, avvenuta il 19 giugno 2006; il caso del Caporal Maggiore G.T., arruolato nel 1999 e in congedo dal 25.11.2000 dichiarato “permanentemente non idoneo al servizio militare incondizionato” perché affetto da linfoma di Hodgkin (tipo sclerosi nodulare in stadio clinico II A), vaccinato senza l’effettuazione di esami pre-vaccinali.
Dai lavori della Commissione e dalla documentazione raccolta è emersa la necessità di svolgere esami pre-vaccinali prima della somministrazione dei vaccini, sia al fine della valutazione d’immunità già acquisite, sia al fine dell’accertamento di stati di immunodepressione che sconsiglino di somministrare il vaccino in quello specifico momento.
Ulteriore problema è poi quello dei tempi di somministrazione del vaccino, indicati dalle case produttrici nelle stesse schede tecniche a corredo del farmaco, posto che il vaccino richiede un tempo di attesa per generare l’immunizzazione, in dipendenza anche delle condizioni fisiche del vaccinando.
Non è dunque consigliabile effettuare le vaccinazioni pochi giorni prima della partenza delle missioni perché al momento della vaccinazione si crea uno stato fisico di immunodepressione e il militare non dispone ancora dell’adeguata copertura. Questo, paradossalmente, determina un aumento del rischio di contrarre o la stessa malattia per cui è stata fatta la vaccinazione o altra patologia, data la situazione fisica di immunosoppressione e il contesto, generalmente insalubre, in cui il militare verrà inviato ad operare.
Al di là del riposo di un giorno, previsto per il militare a seguito dell’avvenuta vaccinazione, si osserva la mancanza di una continuativa attività di sorveglianza e controllo post-vaccinale, anche ai fini dell’accertamento dell’avvenuta immunizzazione. L’attuale sorveglianza post-vaccinale si limita alla registrazione delle sole reazioni avverse di immediato riscontro, se dichiarate dal militare, il quale, tuttavia, potrebbe avere interesse a sottacerle in tutti i casi in cui abbia fatto richiesta di missione all’estero.
Solo con esami post-vaccinali è possibile valutare se si sono verificate a carico del militare situazioni di autoimmunità, allergia o ipersensibilità ritardata e/o iperimmunizzazione. Per converso, solo in tal modo è possibile verificare l’efficacia del farmaco con conseguente immunizzazione dell’interessato.
Resta inteso che anche questa attività potrebbe essere condotta efficacemente, se svolta da organismi connotati dalle caratteristiche di indipendenza e terzietà, più volte auspicate da questa Commissione.
La Commissione ha come obiettivo l’abbattimento del rischio, ove possibile, al fine di ridurre la casistica di militari che, durante il servizio o dopo il congedo, si ammalino di malattie neoplastiche o di alterazioni a livello neurologico importanti. A tal fine la Commissione suggerisce, nella revisione programmata della Direttiva DIGESAN del 2008, nonché nella stesura del decreto ministeriale previsto dalla nuova formulazione dell’articolo 206-bis del codice dell’ordinamento militare, di prevedere una serie di esami pre-vaccinali specifici. Altresì, si ritiene opportuno inserire un set di esami mirati, da sottoporre alla recluta in fase di valutazione di idoneità all’arruolamento. In tal modo un militare che non può essere vaccinato, non verrebbe esposto inutilmente al rischio. Si suggerisce anche in questo caso, di supportare la sanità militare, attraverso l’espletamento di tali esami mediante il Sistema Sanitario Nazionale.
E’ infine assolutamente necessario rimarcare che gli esiti del progetto SIGNUM, nonché le risultanze dello studio effettuato dal Prof. Nobile sui militari della Brigata Folgore, portano ad affermare un significativo incremento della frequenza di alterazioni ossidative del DNA e di cellule micronucleate, a fronte di soggetti sottoposti a vaccinazioni in numero superiore a cinque o con vaccini viventi attenuati o con prevalente attività outdoor. Tale limite numerico, come sottolineato anche dal Gen. TOMAO, deve diventare prescrittivo nella somministrazione dei vaccini e adottato nelle linee guida come specifica prescrizione. Anche in questo caso se ne chiede l’inserimento nella futura revisione.
In conclusione, la Commissione ritiene che l’utilizzo di farmaci vaccinali forniti in soluzione monovalente e monodose (ovvero un vaccino per singola malattia, fornito in una singola dose), ridurrebbe notevolmente l'esposizione al rischio dovuto alla profilassi vaccinale, in quanto il militare - in età adulta-, potrebbe risultare già immunizzato ad alcuni antigeni contenuti nei vaccini multipli assunti nell’infanzia o immunizzato naturalmente per aver contratto la relativa patologia. 
Ricordo che - quando già era disponibile il materiale sopra riportato - il nostro Parlamento ha convertito in legge lo sciagurato decreto Lorenzin che ha imposto i 10 vaccini a tutti i bambini italiani. 

Stando così le cose si può affermare senza tema di smentita che adesso, in ambito di vaccinazioni, lo Stato tutela i bambini meno dei soldati.

martedì 1 agosto 2017

Cosa si guadagna a "cavalcare l'onda pseudo sessantottina di resistenza civile contro le vaccinazioni"?

121 : commenti


Oggi un amico su Facebook, Enrico, mi ha scritto: "Posso chiederti cosa ci guadagni tu Daniele a cavalcare l'onda pseudo sessantottina di resistenza civile contro le vaccinazioni?"

Non sono contro le vaccinazioni, ma contro l'obbligo delle vaccinazioni: sono totalmente favorevole che genitori e pediatra possano ancora decidere insieme e consapevolmente se e quali vaccini fare al bambino e a quale età; sono totalmente contrario ad "abdicare" tale scelta allo Stato.

Sì, è una resistenza civile, senz'altro, ma non ha proprio nulla di "sessantottino", puro o pseudo che sia, perché si basa su evidenze scientifiche ed epidemiologiche reali e chiede semplicemente il ripristino dell'art. 32 della Costituzione e della deontologia medica che si insegna agli studenti al 1° anno di Medicina.

E non ci guadagno proprio nulla se non il rispetto per me stesso a spendermi per una giusta causa.

Dopo qualche scambio con Enrico, ho capito che - come tante altre persone in perfetta buona fede - negli ultimi mesi si è semplicemente fidato delle informazioni diffuse in primis dal Ministero della Salute, senza verificarne le fonti né approfondire, da un punto di vista realmente scientifico, la loro consistenza.

Invito Enrico - se veramente vuole capire come stanno le cose - a rileggersi i post pubblicati sui vaccini da 22passi negli ultimi mesi, ognuno con tantissimi commenti al seguito, nei quali si sono confrontate tutte le posizioni possibili attorno ai vaccini:
  1. Vaccini. Riflessione di Chiara Mussi (medico chirurgo). | 16/07/2017
  2. Invito a soppesare con la massima attenzione la questione vaccini... | 15/07/2017
  3. Lettera aperta del Dott. Pietro Perrino (genetista) al Ministro Beatrice Lorenzin | 13/07/2017
  4. Gentile Redazione de "La Gazzetta di Reggio"... | 06/07/2017
  5. Il ragionevole dubbio contro l'irragionevole obbligo | 25/06/2017
  6. #libertà #liberascelta #freevax | 11/06/2017
  7. Glaxo - Beatrice Lorenzin - Ranieri Guerra: attacco a tre punte "contro il morbillo" in una partita truccata? | 09/06/2017
  8. Siamo un popolo di santi, poeti e... pecoroni! | 07/06/2017
  9. Vaccini: la caccia alle streghe è in atto. (con la testimonianza della Dr.ssa Michela De Mattio - medico internista) | 22/05/2017
  10. Dalla parte del "Movimento Nazionale Libera Scelta Vaccinale" | 22/05/2017
  11. Vaccini: la comunità scientifica ha una posizione tutt'altro che unanime! (con un contributo del Prof. Yehuda Schoenfeld - immunologo) | 02/05/2017
  12. Je suis Roberto Gava | 22/04/2017
  13. Vaccino anti-papilloma: il Prof. Silvio Garattini (farmacologo) difende la trasmissione Report dalle polemiche montate dai soliti scientisti. | 19/04/2017
Lo invito anche a leggersi bene la lettera che il Dott. Roberto Gava, un mese fa, a scritto ai suoi pazienti:

LETTERA AI MIEI PAZIENTI
Padova 1 luglio 2017
Carissimi,

desidero ringraziare tutti voi che in questi quasi quarant’anni di professione medica, e specialmente in questi ultimi mesi, mi siete stati vicini con il vostro incoraggiamento, la vostra riconoscenza e in modo particolare anche con la vostra preghiera.

Lo dico veramente a tutti: Grazie di cuore.

È proprio vero che dando si riceve. Io vi ho dato tutto quello che potevo e che sapevo senza risparmiarmi, perché volevo e voglio tuttora aiutarvi a guarire e a migliorare le vostre condizioni di salute e, meglio ancora, a prevenire le malattie vostre e dei vostri figli: è solo questo lo scopo della mia professione, come spero sia di qualsiasi medico.

Voi in cambio mi avete sempre seguito con grande fiducia e fedeltà e molte volte da veri “pazienti”, cioè con grande pazienza.
La radiazione dall’Ordine dei Medici ha colto di sorpresa sia me, sia voi, sia moltissimi miei Colleghi, perché mi è stata inflitta la massima pena solo perché pensano che io contrasti alcune politiche del nostro Ministero della Salute, che sostiene le vaccinazioni di massa. Dato che non ci troviamo assolutamente in una condizione di emergenza sanitaria, ritengo che le vaccinazioni di massa non siano un bene per i nostri figli, perché il vero bene per una persona non è una Medicina di massa, ma una Medicina Personalizzata e Integrata, quella cioè che è adattata al singolo e che nasce dalla conoscenza di numerosi approcci terapeutici e dalla scelta di quello più appropriato.
Ogni uomo, infatti, è diverso dagli altri e ha bisogno che il medico scelga per lui l’approccio preventivo o curativo più adatto, ma per far questo il medico deve conoscere molti tipi di trattamento, non solo quello farmacologico.
Io sono convinto di questo e ne sono convinti migliaia di altri medici, in Italia e nel mondo.
Questa sarà la Medicina del Futuro, ma noi la vogliamo già ora, perché già ora la possiamo attuare.
In risposta alla mia radiazione i miei avvocati stanno preparando il ricorso che bloccherà l’attuazione del procedimento disciplinare, finché non si giungerà ad un giudizio definitivo. Nel frattempo continuerò a svolgere la mia professione come prima, più di prima, con la stessa dedizione, con lo stesso amore non solo per i miei pazienti, ma per tutti coloro che hanno bisogno dei consigli di un medico per prevenire, alleviare o guarire le loro patologie.
Continuerò a combattere per conseguire questi obiettivi: non potrei non farlo, perché tradirei la mia coscienza, la mia dignità, i miei Pazienti, la Libertà di espressione, la Giustizia, la Vera Medicina.
Ricordate che voi genitori siete i primi responsabili della salute dei vostri figli e ogni decisione che li riguarda deve avere il vostro consenso: non demandate ad alcuno questo compito, neppure allo Stato.
Ricordate che la salute del singolo non deve mai essere sacrificata per un presunto bene comunitario e ricordate che il bene sociale è salvaguardato solo quando si salvaguarda il bene di ogni singolo componente della società.
Infine, non dimenticate che oggi, con le conoscenze e i mezzi di cui disponiamo, possiamo proteggere sia i bambini che si possono vaccinare sia quelli che non si possono vaccinare, a patto che impostiamo una terapia personalizzata capace di potenziare le difese immunitarie dell’organismo.
Ve lo ripeto: oggi abbiamo le conoscenze e i mezzi per fare tutto questo, ma serve la volontà di farlo.
Quindi, non abbiate paura, ma difendete la salute dei vostri figli e impedite che il loro “bicchiere” (cioè la loro capacità psico-fisica di sopportazione, compensazione e difesa), che ovviamente è piccolo e in parte già occupato da squilibri causati dall’inquinamento e da molti stress sia biologici che psicologici, trabocchi scatenando una patologia.
Salvaguardate la verità e difendete la vostra libertà, in quanto genitori, di come dovete curare i vostri figli.

Grazie di cuore


Roberto Gava

Invito infine Enrico a guardarsi il filmato di cui all'ultimo link, dove si dà visibilità a quelli che Doctor Robert "Strangelove" Sburion definirebbe insignificanti "danni collaterali" nella gloriosa guerra contro quegli stramaledetti virus!


Reazioni avverse ai vaccini, la testimonianza di alcuni genitori


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